martedì 28 novembre 2017

INCHIESTA DI SILVIO APARO, GIORNALISTA CHE APPROFONDISCE IL CASO BRIONI: REPORT RAI3, 04 DICEMBRE 2017

di Luca Scantamburlo



Consiglio a tutti di seguire prossimamente in televisione - per chi ne ha la possibilità - la inchiesta condotta dal giornalista Silvio Aparo, già Direttore de Il Corriere Quotidiano, testata lombarda telematica - il quale ha investigato il caso "Brioni". Un'azienda italiana, eccellenza tessile che ha vestito gli uomini pù importanti del mondo. Comprata dai francesi della Kering e pian piano ridotta ai minimi termini. Attraverso un meticoloso lavoro d'inchiesta, nel servizio verrano fatti emergere documenti che dimostrano il disinteresse del management a voler salvare l'azienda... oltre 700 operai a rischio disoccupazione, e 500 famiglie collegate ad essi.
Aparo - io ho scoperto essere - è penna arguta e giornalista di razza, dalla rara capacità di vedere oltre, e sintetizzare in poche ma efficaci parole storie estremamente complesse e scomode, nonché intrighi di palazzo, con l'unico scopo di servire il suo primo ed unico giudice: il lettore, proprio come sapeva fare il suo vecchio maestro Indro Montanelli, con il quale un giovanissimo Aparo - da poco trasferitori in Milano dalla Sicilia - ha avuto modo di confrontarsi ai tempi del periodico La Voce.
L'appuntamento con l'inchiesta giornalistica televisiva di Silvio Aparo, è per lunedì 4 dicembre 2017 dalle ore 21.30, sugli schermi di RAI3, all'interno della nota e storica trasmissione Report, nel servizio di Giovanna Boursier.

Luca Scantamburlo
28 novembre 2017

Info: segnalazione di Silvio Aparo, 
e commento critico di Luca Scantamburlo

mercoledì 5 luglio 2017

LETTERA APERTA ALL'INGEGNER NICOLA POMARO L'IMPOSIZIONE DI VACCINI OBBLIGATORI SALVERA' SEMPRE GLI IMMUNODEPRESSI? UNA RIFLESSIONE, CON DATI ALLA MANO, SULL'INCREMENTO DI COPERTURA VACCINALE


LETTERA APERTA

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Gentile Ingegner Nicola Pomaro

parafrasando la Sua sincera lettera possiamo dire che nulla è più imparziale dei danni da vaccino: le reazioni avverse ai farmaci vaccini possono toccare qualunque bambino senza guardare al censo, al conto corrente dei genitori, al loro credo confessionale o posizione ideologica. Negli anni passati è accaduto a figli di alcune persone che abbiamo conosciuto. Uno di noi - firmatari della presente - ottemperando all'obbligo di calendario vaccinale imposto dall'Autorità sanitaria - si ritrovò, poi, il secondogenito vittima di danno da vaccino irreversibile (reazione/evento avverso, il cui nesso causale fu riconosciuto dalle apposite autorità, Commissione Medico-Ospedaliera, CMO, e dal Ministero della Salute). 
Potrebbe toccare anche ad alcuni figli di suoi amici. Non glielo auguriamo, ing. Pomaro ma, se capitasse a delle persone a Lei care, probabilmente capirebbe molte cose. 
Comprendiamo che sua figlia di 5 anni è il bene più grande che Lei ha e che voglia proteggerlo, essendo la bambina immunodepressa, ma chieda al sig. Giorgio Tremante di Verona - che decenni addietro perse due dei suoi figli a causa delle vaccinazioni obbligatorie e dei trattamenti farmacologici applicati - se l'obbligo vaccinale sia necessario e sempre cosa buona e giusta (nel 1995 una commissione ministeriale individuò il "nesso di causalità" tra il vaccino antipolio Sabin e la malattia dei figli Tremante, ma il Ministero rifiutò successivamente l'indennizzo).
Marco ed Andrea Tremante morirono rispettivamente nell'ottobre 1971 all'età di 5 anni, e nel settembre del 1980 all'età di 4 anni, dopo vaccinazione contro la poliomielite il primo, e dopo un trattamento con farmaci immunosoppressori il secondo, su un fisico già indebolito dalla vaccinazione a cui aveva risposto con reazioni avverse. Un terzo figlio del sig. Tremante – il gemello del secondo morto - scampò alla morte ma pagando un prezzo enorme: Alberto Tremante, relegato su una sedia a rotelle a vita, e dipendente da un respiratore automatico.
Gli chieda se la strada della coercizione, della minaccia della sanzione e della discriminazione sociale rispetto a questo atto sanitario, sia la strada più eticamente e scientificamente opportuna. Lo chieda, anche, alle migliaia e migliaia di famiglie sconvolte da loro familiari vittime di danni da vaccino in tutto il mondo nelle ultime decadi.
La vita di sua figlia è sacra e Le auguriamo tutto il bene possibile, e soprattutto che possa presto sconfiggere l'immunodepressione che la affigge, con il miglioramento delle tecniche e delle conoscenze mediche. Ma Lei, ingegnere, è davvero certo che innalzando la percentuale di immunizzati come Lei chiede nell'appello a Luca Zaia del Veneto – cioè rinunciando ad impugnare il Decreto 73/2017 di fronte alla Corte Costituzionale – per ottenere con la forza e con la minaccia della sanzione e della discriminazione sociale, alte coperture vaccinali scolastiche anche superiori al 95%, Sua figlia sarà sempre e comunque al riparo dal contagio di malattie infettive?
Ad esempio, gli ultimi 9 casi di poliomielite in Italia - registrati dal 1995 al 2002, anno in cui l'Europa fu dichiarata polio free - sono stati casi di polio-vaccino associati, e non da poliomielite causata da virus selvaggio (dati ISS, Istituto Superiore della Sanità): si tratta, cioè, di bambini che hanno contratto una sorta di paralisi flaccida a causa del vaccino stesso che avrebbe dovuto proteggerli dall'agente patogeno per cui si vaccinavano. Tanto è vero che, da alcuni anni, il virus vivo ma attenuato della poliomielite (nel vaccino orale di tipo Sabin, OPV), non si somministra più nella prima infanzia in Italia, proprio per ridurre il rischio di contrarre la stessa malattia, e si opta per l'inoculazione del virus ucciso (vaccino inattivato, di tipo Salk, IPV).
Inoltre, cosa ancora più importante, i bambini che vengono vaccinati contro il morbillo e la varicella con virus vivo ma attenuato, per alcune settimane dovrebbero poi astenersi dal frequentare luoghi e comunità in cui sono presenti bambini non coperti da immunità naturale od indotta, oppure soggetti immunodepressi / immuno-compromessi, perché proprio l'immunizzazione artificiale (vaccinazione), può essere causa di contagio in una determinata finestra temporale. 
Le risulta che questa misura di sicurezza e prevenzione venga sempre rispettata nelle scuole, nelle case e nei centri di aggregazione giovanile e sportiva?
Inoltre, negli anni passati, vi sono stati casi in Canada, Stati Uniti d'America e Cina, in cui comunità scolastiche, con alta copertura vaccinale (almeno 1 o più dosi ricevute), anche vicine al 99% della comunità, registrassero focolai epidemici di morbillo.
Per esempio in Canada, nel Quebec, nel 1989 in una popolazione dove la copertura vaccinale totale contro il morbillo era del 99%, si verificò un focolaio epidemico con 563 casi, ed il parere degli esperti fu che la incompleta copertura vaccinale non poteva essere una valida spiegazione del focolaio epidemico di Quebec City ("Major measles epidemic in the region of Quebec despite a 99% vaccine coverage", Autori: Boulianne N1, De Serres G, Duval B, Joly JR, Meyer F, Déry P, Alary M, Le Hénaff D, Thériault N.).
Per non parlare del focolaio epidemico di morbillo verificatosi nella città di Corpus Christi, nel Texas (USA), ove, nella primavera del 1985 più del 95% della popolazione scolastica in esame era immune contro il morbillo, ed il 99% di essa era stata vaccinata (solo il 4,1 per cento di questi studenti, 74 su 1806, non mostrava titoli anticorpali, dopo essere stati sottoposti a saggi immunologici, e 14 fra i 74 studenti con assenza di anticorpi, contrassero il morbillo nonostante fossero stati tutti vaccinati (si legga "Measles outbreak in a fully immunized secondary-school population", N Eng J Med, 1987, Mar 26;316(13):771-4, Autori: Gustafson TL, Lievens AW, Brunell PA, Moellenberg RG, Buttery CM, Sehulster LM.).
Significativo è stato poi il recente focolaio registrato in Cina a Beijing, in cui la trasmissione del morbillo è avvenuta fra individui di una popolazione scolastica già immunizzati con la vaccinazione ("A measles outbreak in a middle school with high vaccination coverage and evidence of prior immunity among cases, Beijing, P.R. China.", Autori: Ma R1, Lu L2, Zhangzhu J1, Chen M1, Yu X1, Wang F3, Peng X3, Wu J1., 2016. Published by Elsevier Ltd.).

Lei era al corrente di questi dati ufficiali?

Se a questo aggiungiamo che:

1) il virus del morbillo è a RNA, non a DNA. Esso, pertanto, per struttura genetica tende a mutare più velocemente di altri virus a DNA ed è più instabile rispetto a quest'ultimi; tende a mutare a seconda dell'ambiente in cui vive e degli ostacoli che incontra; dunque, potrebbe elaborare efficaci strategie di fuga dall'estinzione per non soccombere;

2) da diversi decenni si tenta in tutto il mondo la sua eradicazione, su indicazione della OMS: anche nei Paesi avanzati;

3) in passato ci si ammalava facilmente di morbillo da bambini; il morbillo era considerato una malattia esantematica a decorso benigno nella grande maggioranza dei casi e quando i bambini che ne erano affetti si trovavano in buone condizioni di salute, la vincevano senza complicanze e dunque si otteneva una immunità naturale sempre attiva (a vita), senza essere necessario ricorrere a vaccini ed ai relativi richiami (immunizzazione a scadenza); oggi si rischia di trasformare una malattia esantematica con rare complicanze, in un qualcosa di diverso, di più aggressivo ed insidioso proprio per le strategie di coperture vaccinali a tappeto intraprese anche nei Paesi avanzati del mondo, e non solo in taluni Paesi africani ed asiatici, dove i determinanti sociali non sono soddisfacenti in termini di igiene, alimentazione ed assistenza sanitaria.

Inoltre, supponiamo anche che la Sua richiesta al Governatore del Veneto Luca Zaia di rinunciare ad impugnare il Decreto Legge nr. 73/2017 sui vaccini, davanti alla Consulta, venga accolta e che, nel frattempo, il Decreto venga convertito in Legge dal Parlamento senza sostanziali modifiche che lo snaturino, e che, per molti anni a venire, resti Legge dello Stato, recepita da tutte le Regioni e Province Autonome d'Italia. Ebbene, Lei, ha mai pensato che l'incremento di copertura vaccinale, in termini percentuali che Lei si auspica, comporterà nei prossimi anni anche un aumento delle sospette reazioni avverse ai vaccini?
Lo dice la statistica, che è una scienza basata su regole quantitative atte a classificare anche situazioni analiticamente incerte: considerando la mole di dati raccolti dalla farmacovigilanza nel corso degli ultimi anni, aumentando proporzionalmente il numero dei soggetti da immunizzare ed anche il numero delle diverse vaccinazioni previste per ogni individuo dalla nuova normativa varata d'urgenza, potrebbe aumentare sempre proporzionalmente, la frequenza di sospette reazioni avverse registrate. Dunque, ci faccia capire, per mettere al riparo sua figlia e quelli immunodepressi come Lei, dal rischio di contrarre una malattia infettiva da virus o batterio selvaggio, dovremmo pagare il prezzo di avere alcune decine, centinaia, o, addirittura migliaia di possibili reazioni avverse alla vaccinoprofilassi in più, nei prossimi anni: da quelle lievi e passeggere, a quelle più o meno gravi non invalidanti a vita, a quelle gravi che richiedono ospedalizzazione e che rischiano di lasciare danni irreversibili all'integrità psicofisica di chi riceve i vaccini, fino ad arrivare alla morte in casi estremi, come nel sopracitato caso del sig. Tremante.
Mi sembra che la vita di Sua figlia e quella di altri bambini immunodepressi - che non è detto possano dirsi al riparo dal contagio con malattie infettive, per i motivi sopra esposti - verrebbero pesate su un piatto di una bilancia, e sull'altro piatto vi sarebbero le vite di altri bambini e delle relative famiglie, che pagherebbero un prezzo sconosciuto, obbligati alla vaccinazione per non perdere il diritto alla socialità, alla scolarizzazione nelle materne, ed al ruolo di genitori.
Che ne dice? E’ veramente convinto che la Sua soluzione sia davvero esente da rischi per Lei ed anche per tutti i bambini che verrebbero vaccinati in più rispetto ad oggi, in maniera coercitiva, e con un numero di vaccinazioni obbligatorie triplicato in una sola volta (da 4 a 12)?
Noi non saremmo così categorici e sicuri come Lei e come lo sono i medici che potrebbero averLa consigliata al riguardo, e con cui, probabilmente, interagisce.
Nel caso si senta appagato del sacrificio da parte di altri bambini e delle rispettive famiglie, per trarre un indubbio beneficio di sicurezza personale aggiuntivo, anche psicologico, o nel caso tutto ciò costituisca un dolore ed un peso sulla Sua coscienza tranquillamente sopportabile, pur di dare a Sua figlia una certezza di protezione in più (oppure, più probabilmente, l'illusione di essa), ciò è umano e comprensibile. Altresì, Lei non può dire che ciò sia accettabile senza battere ciglio da parte di chi dovrebbe subire passivamente questa sua decisione, senza nessuna possibilità di scelta, addirittura sottostando alla minaccia di perdita o affievolimento della responsabilità genitoriale, e della propria tranquillità/sicurezza economica.
Come vede, ingegnere, la questione non si può liquidare in una soluzione a senso unico.

Ecco perché una adesione consapevole alla prassi vaccinale - all'interno di una cornice autenticamente corrispondente ad un consenso libero ed informato da parte dei genitori, con accertamenti preventivi da effettuare prima delle vaccinazioni scelte - è da preferirsi ad una imposizione vessatoria e ricattatrice da parte delle Autorità.
La profilassi vaccinale - che presenta indubbi vantaggi se praticata con cautela e prudenza, soprattutto in caso di reale necessità ed in determinati momenti storici, epidemiologici e di criticità igienico-sanitaria - non è fatta solo di luci ma anche di ombre, perché sempre di trattamento farmacologico si tratta, e gli effetti collaterali e gli eventi avversi sono contemplati come possibilità dalle stesse case farmaceutiche, non solo dagli organi di vigilanza come l'AIFA.

La Germania - Paese europeo dove l'obbligatorietà della vaccinoprofilassi è assente (nonostante riceva da anni migliaia e migliaia di migranti ogni anno, da Paesi africani, asiatici e mediorientali), essendo le vaccinazioni solo raccomandate e non obbligatorie in territorio teutonico, così come nella vicina Austria - possiede una normativa di legge di indennizzo per danni da vaccino sin dagli anni'60 del secolo scorso, ed è stata fra i primi Paesi ad introdurla nel Vecchio Continente.
Noi abbiamo dovuto attendere il 1992 con la Legge nr. 210 e s.m.i (Legge nr. 229/2005), per dare dignità e riconoscimento alle tante vittime di danni da vaccino precedenti alla sua introduzione. Non crediamo che una persona onesta intellettualmente e rispettosa dello Stato di diritto, potrebbe candidamente negare l'esistenza delle reazioni avverse, dei danneggiati da vaccino e della relativa normativa vigente a tutela di essi.
Grazie per la Sua attenzione.

Luca Scantamburlo, Gianluca Musumeci, Mauro Ottogalli
30 giugno 2017, genitori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto

Lettera aperta in riferimento all'articolo:
Caro Zaia, ci ripensi: i vaccini obbligatori salveranno mia figlia”,
La lettera di un papà al governatore del Veneto: "La sua vita è legata al fatto che gli altri siano immunizzati", di ENRICO FERRO, la Repubblica, 28 giugno 2017

domenica 11 giugno 2017

VACCINI E LIBERTA' DI SCELTA: "CITIZENS, NOT SHEEP!"


"We are Citizens, Not Sheep!
A Call to Vaccination Liberty"


di Luca Scantamburlo, 11 giugno 2017

Oggi è l'11 giugno 2017. Genitori obiettori e famiglie da tutta Italia stanno affluendo a Roma, la città Caput Mundi, ove manifesteranno in piazza e per le strade per la libertà di scelta vaccinale, contro la recente emanazione del Decreto Legge d'urgenza voluto dal Ministro B. Lorenzin / Ministero della Salute e CdM, che vuole riformare la profilassi vaccinale per l'infanzia e l'adolescenza, ed il quale pone "stringenti" condizioni alla frequentazione scolastica, e sanziona severamente e salatamente i genitori i cui figli non sono in regola con il calendario vaccinale, nonché vieta l'accesso ad asili nidi e scuole materne per il sistema educativo 0-6 anni, per chi non è in regola. Il Presidente della Repubblica ha apposto la sua firma giorni fa.  Cosa farà il Parlamento italiano? Lo convertirà in Legge entro i 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale? Visto che da diversi anni a questa parte neologismi e termini anglosassoni ed angloamericani contaminano la nostra lingua italiana, e di tali termini se ne fa un uso smodato e fuori luogo, per una volta cedo anche io alla cattiva abitudine. Parafraso un articolo di una organizzazione no profit americana, che promuove la diffusione del Vangelo cristiano, e per l'occasione lo adatto nel seguente modo:

"We are citizens! Not Sheep!"
"Siamo cittadini! Non pecore" 

Già la professoressa Mary Holland - docente, studiosa ricercatrice e Direttore del Graduate Legal Skills Program alla New York University School of Law, Graduate Lawyering Program, nonché esperta in Legge sulla sicurezza dei vaccini (Vaccine Safety Law) ed indennizzo per danno da vaccino (Vaccine Injury Compensation - ha tenuto un discorso alle Nazioni Unite (New York City) nella primavera 2016, e si è pronunciata nel corso di una conferenza sull'ambiente e la salute, in cui ha ribadito l'importanza del consenso libero ed informato e dei principi guida in materia bioetica e medica, da ottenersi da parte di un paziente o destinatario di un atto medico preventivo. Tale consenso è stato fatto proprio dall'UNESCO (Dichiarazione Universale sulla Bioetica ed i diritti umani, 2005), sulla scorta di quanto già interiorizzato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti umani:

[..]
"In 2005, the UN Educational, Scientific and Cultural Organization, UNESCO, addressed this issue, adopting the Universal Declaration on Bioethics and Human Rights on the consensus of 193 countries.  The participating countries hoped this Declaration, like the Universal Declaration of Human Rights before it, would become a set of guiding principles.  On the issue of consent, the Declaration states that
any preventive…medical intervention is only to be carried out with the prior, free and informed consent of the person concerned, based on adequate information
It further notes that the “sole interest of science or society” does not prevail. 
This pronouncement is an extension of the medical oath, attributed to Hippocrates 2500 years ago, that doctors must work for the good of their patients and never do harm.  Abbreviated as the “first do no harm” principle, this credo embodies the precautionary principle in medicine, clearly placing the interests of individual patients above the interests of the collective or the “herd.”

Fonte:
25th International Health and Environment Conference United Nations Vaccination Policies and Human Rights,
Mary Holland Research Scholar, NYU School of Law
April 26, 2016


Si veda nello specifico la Dichiarazione Universale sulla bioetica e i diritti umani (2005):

Articolo 6. Consenso

1. Ogni intervento medico preventivo, diagnostico o terapeutico deve essere realizzato con il previo libero e informato consenso della persona interessata, basato su un'adeguata informazione. Il consenso, dove appropriato, deve essere espresso e può essere ritirato dalla persona interessata in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, senza conseguenti svantaggi o pregiudizi.

Dichiarazione Universale sulla bioetica e i diritti umani (2005)
Data di adozione:
19/10/2005
Organizzazione che ha prodotto il documento:
UNESCO

Approvato dalla Conferenza Generale dell’Unesco il 19 ottobre 2005.


 Fonte: http://unipd-centrodirittiumani.it/it/strumenti_internazionali/Dichiarazione-Universale-sulla-bioetica-e-i-diritti-umani-2005/192

 
Udine, 3 giugno 2017, Piazza della Libertà.
Manifestazione organizzata dalla Codacons friulana e
dai Comitati FVG per la libertà di scelta vaccinale

Foto di Luca Scantamburlo (C) giugno 2017


giovedì 1 giugno 2017

Vaccini, farmacovigilanza ed indagini della Procura della Repubblica di Torino. Lettera aperta ai Ministri, e per conoscenza al Parlamento ed al Presidente della Repubblica


26 maggio 2017, Friuli Venezia Giulia

Ai Ministri ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana

Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370, 00187 Roma – Italia
p.c.  AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Egregio Signor Presidente Sergio MATTARELLA,
Prof. e Giudice Costituzionale Emerito
Palazzo del Quirinale, Piazza del Quirinale - 00187 Roma

p.c. Alla c.a. Nerina DIRINDIN, Senatore della Repubblica

p.c. Alla Commissione Affari Sociali e Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato
p.c. Ai Presidenti di CAMERA e SENATO ed ai Capigruppo di Partito al Parlamento

Signor Presidente della Camera e del Senato
Piazza dei Caprettari n. 79, corrispondenza di Palazzo di Piazza Madama 00186 – Roma
SENATO DELLA REPUBBLICA

p.c. Alla stampa ed al pubblico

Onorevole Ministro
Signor Presidente

Le chiediamo gentilmente qualche minuto del Suo tempo per ascoltare la voce di questa nostra lettera. Siamo tre genitori accomunati tutti dalla volontà di esercitare al meglio la nostra responsabilità genitoriale, e siamo anche portavoce di alcuni genitori che vivono nella nostra Regione, il Friuli Venezia Giulia. A breve, uno di noi porterà la propria figlia all'appuntamento per la seconda dose antitetanica ed alla prima dose antidifterica (vaccino combinato DT), nonostante sia da anni un genitore obiettore cauto e prudente rispetto alla vaccinoprofilassi, di cui conosce i riconosciuti benefici ma anche i rischi delle reazioni avverse, sempre presenti ed associati a questo atto sanitario.
Un altro - il più anziano di noi tre - è un genitore che anni fa - ottemperando all'obbligo di calendario vaccinale imposto dall'Autorità sanitaria - si ritrovò poi il secondogenito vittima di danno da vaccino (reazione /evento avverso, il cui nesso causale fu riconosciuto dalle apposite autorità (Commissione Medico-Ospedaliera, CMO, e dal Ministero della Salute). Il terzo genitore è una madre che ha seguito un iter di obiezione attiva alla vaccinoprofilassi, non per convinzioni ideologiche ma per un principio di massima precauzione. Le confessiamo che siamo inquieti e sgomenti.

Abbiamo saputo recentemente che la Procura della Repubblica di Torino ed i NAS dei Carabinieri stanno investigando sulla sicurezza dei vaccini (in particolare sull'esavalente somministrato alla prima infanzia, ma presumiamo non solo su questo, cfr. articolo pubblicato da La Stampa di Torino, 14.05.2017). Leggendo e documentandoci abbiamo appreso che vi sarebbe - relativamente ai vaccini - un possibile rischio di contaminazione da particolato inorganico estraneo micro e nano-dimensionato, emerso da alcune analisi di laboratorio effettuate da più di una dozzina di anni presso una eccellenza scientifica privata italiana (situata a Modena, uno dei primi 100 laboratori scientifici di analisi chimico-fisica d'Europa, in termini di qualità). Infatti, la contaminazione è stata riscontrata in una trentina di vaccini ad uso umano commercializzati ed usati in Italia e Francia (analisi su una quarantina di campioni). Solo 1 campione analizzato, ad uso veterinario, è risultato esente da impurità inorganiche estranee potenzialmente tossiche e scatenanti processi infiammatori.

Questo rischio oggetto d'indagine, dovrebbe essere preso con estrema serietà da tutte le figure coinvolte in tema di salute: il Ministero della Salute, l'ISS, l'AIFA, ma anche il Consiglio dei Ministri ed il Parlamento italiano e la Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato. Così non sembra. Il recente decreto legge annunciato nelle sue linee guida in conferenza stampa il 19 maggio 2017, dopo la riunione del Consiglio dei Ministri, ne è la prova (rif.: "VACCINAZIONI OBBLIGATORIE IN ETÀ INFANTILE. Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale", Comunicato Stampa del Consiglio dei Ministri nr. 30).
Avete dato semaforo verde ad una iniziativa legislativa per decreto, che prevede la preclusione all'accesso scolastico per coloro i quali non siano in regola con il certificato vaccinale (al di là di legittimi dubbi di possibile provvedimento anticostituzionale, che lederebbe il diritto all'istruzione ed alla socializzazione per tutti, discriminando inoltre in base alla disponibilità economica propria, nell'affrontare elevate sanzioni amministrative), e Lei come Ministro ed i suoi colleghi vi siete assunti tutte le responsabilità politiche e soprattutto morali di una tale decisione. Anche il nuovo sistema sanzionatorio previsto e molto più severo del precedente, che vuole fungere da deterrenza e scoraggiare obiezioni alla vaccinoprofilassi la quale, nella grande maggior parte dei casi, era conseguenza di una attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio (nell'interesse della prole), ci sembra non rispondere né alla situazione igienico-sanitaria attuale, né a quella epidemiologica italiana, né alle promesse ed agli impegni sbandierati per anni che indicavano da parte delle Istituzioni e degli enti sanitari regionali e nazionali, la volontà di promuovere una campagna informativa di adesione consapevole, rigettando strumenti e forme di coercizione che appartengono ad un buio passato. Voi stessi, durante recenti conferenze stampa, avete detto che non vi è alcuna emergenza sanitaria in corso.

In uno Stato di diritto ed in una Repubblica in cui i cittadini e le associazioni partecipano e contribuiscono ai dibattiti con segnalazioni e proposte, non può che esserci un felice connubio fra il Governo dei loro rappresentanti - scelti in libere elezioni o nominati come tecnici - ed il popolo il quale è sovrano in Italia, nei limiti e nelle forme stabilite dalla Costituzione.
Ma se i parlamentari ed i Governanti si arrogano il diritto di ignorare o sottovalutare problematiche di sicurezza in tema di salute portate alla luce del sole da pochi scienziati e ricercatori onesti - e finalmente oggetto d'indagine da parte della Magistratura - e se tali Governanti si affrettano a promulgare leggi draconiane che non tengono minimamente in considerazione il diritto all'autodeterminazione in tema di salute (compresso fin quasi all'annullamento) e il diritto ad un consenso autenticamente libero ed informato in materia di trattamento farmacologico, ledendo la loro dignità di persone e di cittadini, ebbene tutto ciò potrebbe avere potenziali conseguenze irreversibili sulla salute di molti bambini ed adolescenti e sulle loro famiglie per molti anni a venire. In contrasto fra l'altro con la Convenzione di Oviedo (trattato internazionale di bioetica, siglato ad Oviedo nel 1997), a cui l'Italia ha aderito ed ha recepito con la Legge n. 145 del marzo 2001.

Forse - se tale problema di sicurezza dei farmaci vaccini è presente da decenni - le conseguenze di potenziale danno da vaccino hanno già colpito molte famiglie italiane. I dati AIFA - quelli disponibili fino al 2013 - lo attestano già come cartina tornasole di una situazione anomala (e non si tratta di poche unità di danneggiati da vaccino per milioni di dosi inoculate, come abbiamo sentito dire). Potrebbe esserci una dolorosa realtà sommersa, non intercettata per negligenze del personale medico (mancata farmacovigilanza) o per inconsapevolezza e stanchezza delle famiglie colpite da sospette reazioni avverse ai vaccini.
Ci appelliamo dunque alla Vostra sensibilità, mostrata per salvaguardare il diritto all'istruzione costituzionalmente garantito. Sensibilità evidenziata, ad esempio, dal Ministro Fedeli qualche giorno prima di essere rinnegata poi in un secondo momento, quando tutti abbiamo letto frasi attribuite a Lei che hanno tradito una sospetta inversione di marcia in tema di vaccinoprofilassi ed obbligo, abrogando o correggendo/integrando di fatto il DPR 355/1999 che garantisce / garantiva l'accesso alla scuola dell'obbligo anche ai non vaccinati, ad eccezione di momenti di emergenza sanitaria in cui è prevista la temporanea sospensione dalla frequenza (una grande conquista civile in un Paese avanzato, dove i determinanti sociali di igiene pubblica e sanitaria sono da decenni di buon livello quasi su tutto il territorio).
Infatti la normativa in vigore dal 1998 e dal 1999, già contemplava il monitoraggio e l'intervento delle Autorità in caso di emergenza sanitaria.
Siccome il decreto DPR 355/1999 già imponeva - come da comma 2 dell'articolo nr. 1 - che il capo scolastico notificasse alle Autorità sanitarie le situazioni di non conformità - cioè chi e quanti bambini non vaccinati fossero presenti a scuola - il provvedimento recentemente annunciato dal Governo - con il Ministero della Salute in testa - ed al vaglio dei tecnici che ne studiano la stesura per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, oltre ad aver triplicato il numero di vaccinazioni obbligatorie per la prima infanzia e ad aver introdotto restrizioni ulteriori all'accesso scolastico, non fa altro che ribadire i doveri istituzionali dei dirigenti e degli amministratori scolastici che erano già presenti sin dall'anno 1999.
Ecco il passaggio normativo in vigore da 18 anni (DPR 335/1999):

2. Nel caso di mancata presentazione della certificazione o della dichiarazione di cui al comma 1, il direttore della scuola o il capo dell'istituto comunica il fatto entro cinque giorni, per gli opportuni e tempestivi interventi, all'azienda unità sanitaria locale di appartenenza dell'alunno ed al Ministero della sanità. La mancata certificazione non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami.

Inoltre, la suddetto decreto DPR 355 dice, sulla stessa lunghezza d'onda di quanto da voi discusso, al comma nr. 3 dell'articolo 1:

3. E' fatta salva l'eventuale adozione da parte dell'autorità sanitaria di interventi di urgenza ai sensi dell'art. 117 del D.L.vo 31.3.98, n. 112.". La quale norma del decreto sopra richiamato, all'articolo 117, dice:
Art. 117. Interventi d'urgenza 1. In caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunita' locale. Negli altri casi l'adozione dei provvedimenti d'urgenza, ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell'emergenza e dell'eventuale interessamento di piu' ambiti territoriali regionali.
2. In caso di emergenza che interessi il territorio di piu' comuni, ogni sindaco adotta le misure necessarie fino a quando non intervengano i soggetti competenti ai sensi del comma 1.

Che bisogno c'era dunque d'intervenire con questo decreto legge d'urgenza, scardinando prassi consolidate in tema di diritto all'obiezione, e togliendo o facendo passare in secondo piano la discrezione di agire del Sindaco, Autorità locale?
Vorremmo anche che fosse chiarito il viaggio compiuto quasi tre anni fa dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a Washington (USA), ricevuta alla Casa Bianca nel settembre 2014 in compagnia anche del Presidente dell'AIFA, il Prof. Sergio Pecorelli, in occasione del Global Health Security Agenda (GHSA). Sono state emanate delle direttive riservate, impartite al nostro Ministero? Sono stati siglati dei protocolli per attivare strategie di campagne e coperture vaccinali straordinarie, che servano da modello per altri Paesi dell'Occidente?
http://www.aifa.gov.it/content/italia-capofila-le-strategie-vaccinali-livello-mondiale "Italia capofila per le strategie vaccinali a livello mondiale"
Comunicato stampa 387
29/09/2014

Se così fosse, ebbene, siccome in conferenza stampa Voi ministri avete parlato di altro, sarebbe lecito pensare che sarebbero dunque state mascherate le vere ragioni di questi provvedimenti legislativi severissimi, già apparentemente decisi a tavolino almeno tre anni fa ed eterodiretti, e non frutto di situazioni contingenti del territorio italiano.
Il sospetto - legittimo - è che Lei - Ministro - sia stato consigliato da qualcuno che in buona o cattiva fede (questo non lo sappiamo) abbia sottostimato o completamente ignorato la problematica di sicurezza di vaccini sporchi, che dovrebbero essere puliti ed esenti da contaminazioni (anche pochi ppm possono portare al bio-accumulo di sostanze inorganiche e soprattutto metalliche, soprattutto quando non biodegradabili se la micro e nano contaminazione è costituita da particelle, le quali sono in grado di produrre interferenza nel metabolismo umano e scatenare processi infiammatori anche gravi). Sull'aspetto delle reazioni avverse ai vaccini ed ai loro componenti, già contemplate dalla Legge 210 dal 1992 e s.m.i., e dalla documentazione in allegato ai farmaci vaccini stessi, ci sarebbe molto da dire, come sulla farmacovigilanza attiva che è quasi inesistente in Italia, a parte sporadici casi attivati in alcune Regioni più virtuose. Voi ne avete parlato in conferenza stampa? Non ci pare. Per non parlare dell'accesso ai dati di farmacovigilanza e sulla loro trasparenza. Questa cupa atmosfera di censura che si respira negli ultimi due anni, e le pressioni e velate intimidazioni sollevate recentemente nei confronti degli operatori sanitari – infermieri e medici – che suggerivano e suggeriscono una estrema prudenza nel condurre la profilassi vaccinale (di cui riconoscono i meriti in ambito sanitario, ma anche le problematiche e criticità di utilizzo), sembrano in attrito con quanto ribadito dalla Sentenza della Corte Costituzionale nr. 258/1994, che invitava già più di venti anni fa a procedere ad analisi ed “accertamenti preventivi idonei” al fine di prevenire o limitare complicanze (cioè reazioni avverse con danni irreparabili).
Le questioni di legittimità costituzionale furono all'epoca non ammesse (pronunzia di inammissibilità), ma la Corte Costituzionale richiamò l'attenzione del Legislatore, affinché:

[...] siano individuati e siano prescritti in termini normativi, specifici e puntuali, ma sempre entro limiti di compatibilità con le sottolineate esigenze di generalizzata vaccinazione, gli accertamenti preventivi idonei a prevedere ed a prevenire i possibili rischi di complicanze.”

Ma la sentenza parlava di mantenere ferma la obbligatorietà delle vaccinazioni, “alla luce delle conoscenze mediche”. E gli accertamenti preventivi di cui parla la sentenza, sono rimasti praticamente lettera morta sino ad oggi a causa della mancata attività legislativa o normativa tecnica (il Ministero della Salute non ha mai formalizzato la cosa), ed addirittura disattesi con la recente accelerazione degli Organi sanitari nazionali, e degli organi politici locali, regionali e nell'ambito dell'Accordo Stato-Regioni, perché oggi la profilassi venga intensificata in numero, in riferimento all'età evolutiva, stringendo le maglie che si oppongono alla obiezione di coscienza attiva (con l'ormai certo diniego dell'accesso scolastico a chi non è in regola con il calendario vaccinale, per il sistema 0-6 anni), e senza attivare un protocollo di esami medici preventivi di cui sopra. A nostro giudizio se il potenziale rischio di contaminazione inorganica da corpi estranei fosse confermato in futuro da ulteriori analisi indipendenti, le Autorità – modificando nel frattempo l'attuale ordinamento legislativo ed imponendo il rispetto del calendario vaccinale come requisito indispensabile e tassativo per l'accesso scolastico, pena il pagamento di sanzioni amministrative salatissime oppure l'esclusione sociale per asili nidi e scuole materne – indurrebbero o addirittura costringerebbero dunque le famiglie meno abbienti - per ottemperare agli obblighi di istruzione e formazione scolastica o per garantire semplici rapporti sociali di gioco, comunità e prima educazione ai bambini più piccoli - a correre un rischio sanitario sottovalutato o non valutato correttamente, dalle conseguenze imprevedibili per la salute dei propri figli/figlie, soprattutto in età prescolare e scolare, e probabilmente già in relazione con il sensibile aumento di disfunzioni cognitive in età evolutiva (soprattutto Disordini dello Spettro Autistico - Autism Spectrum Disorders, ASD - ma anche disturbi di comportamento come il disturbo da deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD) registrato in tutto il mondo dagli anni'80 del secolo scorso ad oggi, le cui cause – di natura genetica e di offesa/insulto ed inquinamento ambientale – non sono oggi ancora chiare, soprattutto nella loro combinazione ed effetto sinergico.

Oltre poi alle contemplate reazioni avverse al vaccino, quasi immediate e chiamate anafilattiche (ben sottolineate nei foglietti illustrativi dei farmaci vaccini), vi sono le meno note - ma anche queste possibili ed indicate - dermatiti atopiche, disturbi neurologici post-vaccinali, ed in particolare encefaliti, sindrome di Guillain-Barré, meningite asettica e la cosiddetta sindrome A.S.I.A. (Autoimmune/Infiammatory Syndrome Induced by Adiuvants), acronimo inglese che sta per "Sindrome Infiammatoria Autoimmune Indotta da Adiuvanti", uno spettro di disturbi della salute immuno-mediata causati da fenomeni di mimetismo molecolare, nei quali l'organismo aggredisce se stesso. Anche la la sindrome di Kawasaki - altra malattia autoimmune che si manifesta nell'infanzia e sconosciuta nei secoli precedenti - sembra potere essere correlata alla vaccinoprofilassi (mancano studi certi e riconosciuti).

Ministro, sappia che la medicina non è una scienza esatta ma è un felice incontro e fusione fra arte medica (conoscenza di tecnica, possesso di esperienza clinica ed intuito del medico) ed un sapere scientifico multidisciplinare, e che gli antichi principi galenici ed ippocratici sono ispirati al motto "primum non nocere", proprio perché la medicina non è una scienza esatta, e mai lo è stata. Già l'Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, s'interrogò il 18 marzo 2010 fa sullo statuto epistemologico e metodologico della medicina, e sulle sue recenti aspirazioni a divenire scienza esatta: ma soprattutto sottolineava anche che l'obiettivo che essa dovrebbe avere, è quello di curare la persona e non un uomo-macchina da riparare ("Se la medicina vuole essere una scienza esatta. Per un approccio umanistico alla cura della persona", cfr. Per una medicina umanistica. Apologia di una medicina che curi i malati come persone, Torino, Lindau, 2010).

Al Presidente della Repubblica ed ai parlamentari italiani la scelta - nel loro ruolo di rappresentanti del popolo - di convertire o meno in Legge il decreto appena varato dal Governo, e se dunque optare per una frettolosa ed incauta decisione, oppure per una riflessione più profonda e prudente, in merito ad una questione che ha già provocato fratture nella società civile: divisioni e conflitti sociali, sia all'interno di molte famiglie disorientate e colte di sorpresa, sia all'interno della comunità medica. Comunità medica la cui maggioranza è attualmente guidata da alcune élite sanitarie dirigenziali e da alcuni vertici degli Ordini dei Medici delle città d'Italia, le quali stanno sovente terrorizzando psicologicamente e schiacciando il dissenso di pochi medici coscienziosi e prudenti, alcuni dei quali messi sotto procedimento disciplinare soltanto per aver raccomandato prudenza, e sospettati di infedeltà, o già radiati dall'Ordine di appartenenza per le loro opinioni espresse in coscienza ed in piena indipendenza di giudizio.

Ministri, se tutti Voi all'unisono avete agito in buona fede per la tutela della salute pubblica, non dimenticate che anche i danneggiati da vaccino e le loro famiglie costituiscono - nel loro insieme - una moltitudine sfortunata, ed il sacrificio della salute individuale per garantire un presunto vantaggio in termini di salute pubblica, non è accettabile, e ancor meno quando viene estorto con il ricatto ed un sistema repressivo (che fra l'altro, discrimina le famiglie dal punto di vista economico, cioè per censo, garantendo a quelle più benestanti la facoltà di scegliere se vaccinare o meno e contro quale malattia, e permettersi di pagare salate sanzioni per mettere al riparo la prole, o procrastinare il massiccio programma obbligatorio di vaccinoprofilassi triplicato in un colpo solo con questo decreto di emergenza dal rigore draconiano, che non ha precedenti al mondo).

Deputati e Senatori e le massime cariche dello Stato hanno una responsabilità enorme sulle spalle, nei prossimi mesi: confermare questo decreto legge oppure affossarlo e ripensare politicamente quanto accaduto, in attesa degli esiti delle indagini della Magistratura e di fare chiarezza sulla reale natura del viaggio a Washington avvenuto nel 2014 (con protagonisti l'Onorevole B. Lorenzin ed il Prof. Pecorelli dell'AIFA), che sembra essere correlato con la politica sanitaria applicata negli ultimi tre anni, e soprattutto con l'aggressiva campagna di informazione istituzionale e regionale, in tema vaccinoprofilassi, ma a senso unico. Il dibattito sulla vaccinoprofilassi – noi crediamo- dovrebbe essere riaperto, perché le evidenze scientifiche e della letteratura medica indicano ragionevolmente che non può essere declinato in una soluzione a senso unico. Ci rivolgiamo a Voi, dunque, in ultima istanza, in quanto rappresentanti del popolo chiamati a votare una nuova legge.

Possa la voce della Vostra coscienza di persone - e solo quella, scevra di interessi di partito e lontana da ingerenze di qualunque tipo - esservi da guida ed ispirarvi in questo cruciale momento della Storia parlamentare e di Governo della nostra Repubblica. 
 
In fede che riconsideriate,
Mauro Ottogalli, Luca Scantamburlo, Ambra Fedrigo 
26 maggio 2017, FVG
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Fine lettera aperta
Diffusa on-line in data 01.06.2017