giovedì 22 febbraio 2018

L'APPELLO DELLA ASS.NE VITA AL MISCROSCOPIO: LE RICERCHE DELLA Dr.SSA GATTI E DEL Dr. MONTANARI INTERROTTE


La dr.ssa Antonietta Morena Gatti ed il dr. Stefano Montanari
Fonte: Vita al Microscopio,
Intervista doppia a Gatti e Montanari, 10 febbraio 2018

di Luca Scantamburlo

Esprimo tutta la mia solidarietà di genitore e cittadino alla dr.ssa Antonietta Morena Gatti ed al marito dr. Stefano Montanari, i quali attualmente si trovano impossibilitati - per il momento - nel proseguire i loro studi, e le loro ricerche scientifiche di indagine teorica e strumentale di microscopia elettronica, a causa di quanto accaduto in data 22 febbraio 2018. I due ricercatori da anni si battono per divulgare i risultati delle loro ricerche e la loro scoperta delle cosiddette nanopatologie, le quali già sono oggetto di lavori di letteratura scientifica e ricerche a firma di addetti ai lavori in tutto il mondo, dalla Vecchia Europa sino all'Asia, in Estremo Oriente, che riconoscono la potenziale minaccia a breve ed a lungo termine di questo particolato solido inquinante, una volta entrato nell'organismo umano.
Notevole il contributo da loro apportato allo studio delle implicazioni nell'ambito della salute umana e della tutela dell'ambiente, in riferimento alle nanopatologie, ed anche ai loro fattori o cause scatenanti, come gli inquinanti da inceneritori (che confluiscono nel particolato atmosferico), o come gli inquinanti studiati e rinvenuti nei casi dei militari morti o ammalatisi durante missioni all'estero o durante il servizio in patria, ed esposti ad inalazione e respirazione di nanoparticelle e microparticelle di leghe metalliche o comunque di vari elementi chimici, formatesi a seguito di deflagrazione di ordigni e bersaglio ad altissime temperature, presso poligoni di tiro o presso zone di guerra (ove sono stati impiegati proiettili all'uranio impoverito).

Si legga in proposito anche il fondamentale contributo scientifico - come consulente - apportato dalla dr.ssa Antonietta M. Gatti alla Commissione d'inchiesta parlamentare che ha da poco conlusi i suoi lavori:

ATTI PARLAMENTARI, XVII LEGISLATURA, CAMERA DEI DEPUTATI, Doc. XXII-bis

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUI CASI DI MORTE E DI GRAVI MALATTIE CHE HANNO COLPITO IL PERSONALE ITALIANO IMPIEGATO IN MISSIONI MILITARI ALL’ESTERO, NEI POLIGONI DI TIRO

[...] 

E DA SOMMINISTRAZIONE DI VACCINI, CON PARTICOLARE ATTENZIONE
AGLI EFFETTI DELL’UTILIZZO DI PROIETTILI ALL’URANIO IMPOVERITO E DELLA DISPERSIONE NELL’AMBIENTE DI NANOPARTICELLE DI MINERALI PESANTI PRODOTTE DALLE ESPLOSIONI DI MATERIALE BELLICO E A EVENTUALI INTERAZIONI

Ove si parla appunto delle " [...] audizioni della Professoressa Antonietta GATTI, esperta di nanoparticelle e già consulente della Commissione Costa nella XVI legislatura".
Ed ove si dice, fra le altre cose:

"[...] Tra le audizioni merita attenzione quella del Prof. Giorgio Trenta, Presidente dell’Associazione italiana di radioprotezione medica. Il Professore, nella seduta del 23 marzo 2016, sollecitato con una serie di domande da parte del Presidente e dei commissari, riconosce, rifacendosi ai principi di probabilità qualificata e di multifattorialità nella genesi di patologie tumorali, la responsabilità dell’uranio impoverito nella generazione di nanoparticelle e micropolveri, capaci di indurre i tumori che hanno colpito anche i nostri militari inviati ad operare in zone in cui era stato fatto un uso massiccio di proiettili all’uranio impoverito."


Uranio impoverito e salute militari. Conclusi lavori della Commissione Parlamentare. Ecco cosa è emerso

9 febbraio 2018, di Domenico Della Porta
Presidente Osservatorio Nazionale Malattie Occupazionali e Ambientali

Università degli Studi di Salerno

Mai come questa volta il mondo militare della sicurezza è stato scandagliato in ogni sua piega anche più riposta. D’ora in avanti, sarà arduo non partire in qualsiasi analisi sul mondo militare dalla scoperta degli otto meccanismi procedurali e organizzativi che convergono nel produrre il duplice effetto di offuscare i rischi incombenti su militari e cittadini e nel contempo di arginare le responsabilità dei reali detentori del potere

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=58829

SCARICA LA RELAZIONE DAL QUOTIDIANOSANITA,
quotidiano online di informazione sanitaria

http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato3170653.pdf


Di rilievo anche il lavoro di Gatti e Montanari ed i loro studi sui detriti inorganici (polveri) identificati in campioni di prodotti iniettabili, come i vaccini ad uso umano, anch'essi risultati contaminati in misura e qualità diversa, da inquinanti costituiti da polveri ultrafini (corpi estranei, solidi, micro e nanodimensionati, di natura inorganica, analisi su singoli campioni, non su interi lotti).


L'APPELLO DELLA ASSOCIAZIONE VITA AL MICROSCOPIO, A SOSTEGNO DI GATTI E MONTANARI E DELLE LORO RICERCHE SCIENTIFICHE

Ecco la dichiarazione e l'appello a firma della Associazione Vita Al Microscopio di Roma, di Nino Ferri e Roberta Doricchi, la quale associazione di promozione sociale si prefigge di "[...] di tutelare e valorizzare la natura e l'ambiente nell'interesse della collettività, a tutela del diritto inviolabile della vita e della salute, anche per le generazioni future."



Post appello della Associazione Vita Al Microscopio, 22 febbraio 2018:

"ENNESIMO ATTACCO ALLA VERITA'!

QUESTA MATTINA DALLE ORE 8:30 LA GUARDIA DI FINANZA STA PERQUISENDO L'APPARTAMENTO DEL DOTT. STEFANO MONTANARI E DELLA DOTT.SSA ANTONIETTA GATTI. IN SEGUITO SARA' PERQUISITO IL LABORATORIO NANODIAGNOSTICS, OVE VERRANNO SEQUESTRATI TUTTI I COMPUTER E I DOCUMENTI IN POSSESSO.
PERTANTO, AL MOMENTO I DOTTORI GATTI E MONTANARI SONO COSTRETTI A SOSPENDERE TUTTE LE ATTIVITA' RELATIVE AI LORO STUDI, COMPRESE CONFERENZE, CONSULENZE E ANALISI, E A RINVIARLE IN DATA DA DEFINIRE.


PER FAVORE, CONDIVIDETE QUESTO MESSAGGIO PER METTERE AL CORRENTE DI QUESTO IMPREVISTO CHIUNQUE POSSA ESSERE INTERESSATO. GRAZIE"


lunedì 12 febbraio 2018

LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE: UNA POSSIBILE PROTESTA LEGALE, RICORDATA DA ORAZIO FERGNANI

Per le prossime elezioni politiche nazionali di marzo 2018, Orazio Fergnani di Alba Mediterannea, Andrea Gioia e Domenico Sancamillo, ricordano in una simulazione che legalmente - e dunque secondo lo Stato di diritto - è possibile, qualora vi sia qualcuno che non si senta rappresentato dai partiti in corsa per le elezioni, far sentire comunque la propria voce senza per forza essere costretti a dare un voto di preferenza non convinto, oppure essere costretti alla astensione del voto, non presentandosi ai seggi. Un modo per protestare e far mettere a verbale il proprio dissenso, in maniera perfettamente lecita.

LEGITTIMO VOTO DI PROTESTA
DAVANTI AD UN PRESIDENTE DI SEGGIO TOLLERANTE




AlbaMediterranea, Video Pubblicato il 3 feb 2018



LEGITTIMO VOTO DI PROTESTA - DAVANTI AD UN PRESIDENTE DI SEGGIO TOLLERANTE, DISPONIBILE , PRONTO ALL'IMPREVISTO


In questo video (una simulazione) Orazio Fergnani svolge un ruolo ai "seggi" con Andrea Gioia (Presidente e scrutinatore), mentre un cittadino in piedi (Domenico Sancamillo) interpreta il ruolo di un elettore che vuole esprimere un voto di protesta, che consegna ai Seggi perché venga messo a verbale, a norma di Legge. La scheda elettorale e la matita non vengono toccati dall'elettore.
La legge in questione invocata dal cittadino - poco conosciuta e rispolverata per l'occasione da Orazio Fergnani - è il DPR 361 del 1957. Ogni atto o documento che perviene ai Seggi, deve infatti andare protocollato per essere inoltrato all'archivio. Le proteste o reclami degli elettori, giunte ai Seggi, debbono essere ricevute e protocollate, ed in caso di trasgressione si configura un illecito punito con la reclusione o multa.


Luca Scantamburlo
12 febbraio 2018

Qui di seguito un collegamento ove leggere il testo legislativo:

clicca sul link

DPR n. 361 - 1957

D.P.R. 361 del 30 marzo 1957 “Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati” (1), (2) Testo attualmente in vigore, tratto dal sito Leggi d’Italia (DeAgostini OnLIne)


Dal DPR 361 - 1957
art. 74. (T.U. 5 febbraio 1948, n. 26, artt. 26, ultimo comma, 47, ultimo comma, 49, ultimo comma, 50, comma 5° e 53, primo comma) 

Il verbale delle operazioni dell'Ufficio elettorale di sezione è redatto dal segretario in doppio esemplare, firmato in ciascun foglio e sottoscritto, seduta stante, da tutti i membri dell'Ufficio e dai rappresentanti delle liste presenti (161).
Nel verbale dev'essere presa nota di tutte le operazioni prescritte dal presente testo unico e deve farsi menzione di tutti i reclami presentati, delle proteste fatte, dei voti contestati (siano stati o non attribuiti provvisoriamente alle liste) e delle decisioni del presidente, nonché delle firme e dei sigilli 
Il verbale è atto pubblico

(158) Comma così modificato prima dall'art. 3, D.Lgs. 20 dicembre 1993, n. 534 (Gazz. Uff. 27 dicembre 1993, n. 302, S.O.) e poi dal comma 6 dell'art. 1, L. 16 aprile 2002, n. 62. Vedi, anche, l'art. 4 della citata legge n. 62 del 2002 (159) Comma così modificato prima dall'art. 3, D.Lgs. 20 dicembre 1993, n. 534 (Gazz. Uff. 27 dicembre 1993, n. 302, S.O.), entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione e poi dal comma 6 dell'art. 1, L. 16 aprile 2002, n. 62. Vedi, anche, l'art. 4 della citata legge n. 62 del 2002 (160) - (161)Comma così modificato prima dall'art. 3, D.Lgs. 20 dicembre 1993, n. 534 (Gazz. Uff. 27 dicembre 1993, n. 302, S.O.), entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione, e poi dal comma 28 dell'art. 6, L. 21 dicembre 2005, n. 270
(162) Comma così modificato dal comma 29 dell'art. 6, L. 21 dicembre 2005, n. 270


[...]

art. 79. (T.U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 56, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 34 comma 1°, n. 2)

L'Ufficio centrale circoscrizionale pronuncia provvisoriamente sopra qualunque incidente relativo alle operazioni ad esso affidate, salvo il giudizio definitivo degli organi di verifica dei poteri. Ad eccezione di quanto previsto dal n. 2) dell'art. 76, circa il riesame dei voti contestati e provvisoriamente non assegnati, è vietato all'Ufficio centrale circoscrizionale di deliberare, o anche di discutere, sulla valutazione dei voti, sui reclami, le proteste e gli incidenti avvenuti nelle sezioni, di variare i risultati dei verbali e di occuparsi di qualsiasi altro oggetto che non sia di sua competenza. Non può essere ammesso nell'aula dove siede l'Ufficio centrale circoscrizionale l'elettore che non presenti ogni volta il certificato d'iscrizione nelle liste della circoscrizione (172). Nessun elettore può entrare armato. L'aula dev'essere divisa in due compartimenti da un solido tramezzo: il compartimento in comunicazione immediata con la porta d'ingresso è riservato agli elettori; l'altro è esclusivamente riservato all'Ufficio centrale circoscrizionale ed ai rappresentanti delle liste dei candidati (173).

(171) Articolo abrogato dall'art. 4, L. 4 agosto 1993, n. 277 (172) Comma così modificato dal comma 31 dell'art. 6, L. 21 dicembre 2005, n. 270 (173) Comma così modificato prima dall'art. 3, D.Lgs. 20 dicembre 1993, n. 534 (Gazz. Uff. 27 dicembre 1993, n. 302, S.O.), entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione, e poi dal comma 31 dell'art. 6, L. 21 dicembre 2005, n. 270




martedì 28 novembre 2017

INCHIESTA DI SILVIO APARO, GIORNALISTA CHE APPROFONDISCE IL CASO BRIONI: REPORT RAI3, 04 DICEMBRE 2017

di Luca Scantamburlo



Consiglio a tutti di seguire prossimamente in televisione - per chi ne ha la possibilità - la inchiesta condotta dal giornalista Silvio Aparo, già Direttore de Il Corriere Quotidiano, testata lombarda telematica - il quale ha investigato il caso "Brioni". Un'azienda italiana, eccellenza tessile che ha vestito gli uomini pù importanti del mondo. Comprata dai francesi della Kering e pian piano ridotta ai minimi termini. Attraverso un meticoloso lavoro d'inchiesta, nel servizio verrano fatti emergere documenti che dimostrano il disinteresse del management a voler salvare l'azienda... oltre 700 operai a rischio disoccupazione, e 500 famiglie collegate ad essi.
Aparo - io ho scoperto essere - è penna arguta e giornalista di razza, dalla rara capacità di vedere oltre, e sintetizzare in poche ma efficaci parole storie estremamente complesse e scomode, nonché intrighi di palazzo, con l'unico scopo di servire il suo primo ed unico giudice: il lettore, proprio come sapeva fare il suo vecchio maestro Indro Montanelli, con il quale un giovanissimo Aparo - da poco trasferitori in Milano dalla Sicilia - ha avuto modo di confrontarsi ai tempi del periodico La Voce.
L'appuntamento con l'inchiesta giornalistica televisiva di Silvio Aparo, è per lunedì 4 dicembre 2017 dalle ore 21.30, sugli schermi di RAI3, all'interno della nota e storica trasmissione Report, nel servizio di Giovanna Boursier.

Luca Scantamburlo
28 novembre 2017

Info: segnalazione di Silvio Aparo, 
e commento critico di Luca Scantamburlo

mercoledì 5 luglio 2017

LETTERA APERTA ALL'INGEGNER NICOLA POMARO L'IMPOSIZIONE DI VACCINI OBBLIGATORI SALVERA' SEMPRE GLI IMMUNODEPRESSI? UNA RIFLESSIONE, CON DATI ALLA MANO, SULL'INCREMENTO DI COPERTURA VACCINALE


LETTERA APERTA

download del documento

Gentile Ingegner Nicola Pomaro

parafrasando la Sua sincera lettera possiamo dire che nulla è più imparziale dei danni da vaccino: le reazioni avverse ai farmaci vaccini possono toccare qualunque bambino senza guardare al censo, al conto corrente dei genitori, al loro credo confessionale o posizione ideologica. Negli anni passati è accaduto a figli di alcune persone che abbiamo conosciuto. Uno di noi - firmatari della presente - ottemperando all'obbligo di calendario vaccinale imposto dall'Autorità sanitaria - si ritrovò, poi, il secondogenito vittima di danno da vaccino irreversibile (reazione/evento avverso, il cui nesso causale fu riconosciuto dalle apposite autorità, Commissione Medico-Ospedaliera, CMO, e dal Ministero della Salute). 
Potrebbe toccare anche ad alcuni figli di suoi amici. Non glielo auguriamo, ing. Pomaro ma, se capitasse a delle persone a Lei care, probabilmente capirebbe molte cose. 
Comprendiamo che sua figlia di 5 anni è il bene più grande che Lei ha e che voglia proteggerlo, essendo la bambina immunodepressa, ma chieda al sig. Giorgio Tremante di Verona - che decenni addietro perse due dei suoi figli a causa delle vaccinazioni obbligatorie e dei trattamenti farmacologici applicati - se l'obbligo vaccinale sia necessario e sempre cosa buona e giusta (nel 1995 una commissione ministeriale individuò il "nesso di causalità" tra il vaccino antipolio Sabin e la malattia dei figli Tremante, ma il Ministero rifiutò successivamente l'indennizzo).
Marco ed Andrea Tremante morirono rispettivamente nell'ottobre 1971 all'età di 5 anni, e nel settembre del 1980 all'età di 4 anni, dopo vaccinazione contro la poliomielite il primo, e dopo un trattamento con farmaci immunosoppressori il secondo, su un fisico già indebolito dalla vaccinazione a cui aveva risposto con reazioni avverse. Un terzo figlio del sig. Tremante – il gemello del secondo morto - scampò alla morte ma pagando un prezzo enorme: Alberto Tremante, relegato su una sedia a rotelle a vita, e dipendente da un respiratore automatico.
Gli chieda se la strada della coercizione, della minaccia della sanzione e della discriminazione sociale rispetto a questo atto sanitario, sia la strada più eticamente e scientificamente opportuna. Lo chieda, anche, alle migliaia e migliaia di famiglie sconvolte da loro familiari vittime di danni da vaccino in tutto il mondo nelle ultime decadi.
La vita di sua figlia è sacra e Le auguriamo tutto il bene possibile, e soprattutto che possa presto sconfiggere l'immunodepressione che la affigge, con il miglioramento delle tecniche e delle conoscenze mediche. Ma Lei, ingegnere, è davvero certo che innalzando la percentuale di immunizzati come Lei chiede nell'appello a Luca Zaia del Veneto – cioè rinunciando ad impugnare il Decreto 73/2017 di fronte alla Corte Costituzionale – per ottenere con la forza e con la minaccia della sanzione e della discriminazione sociale, alte coperture vaccinali scolastiche anche superiori al 95%, Sua figlia sarà sempre e comunque al riparo dal contagio di malattie infettive?
Ad esempio, gli ultimi 9 casi di poliomielite in Italia - registrati dal 1995 al 2002, anno in cui l'Europa fu dichiarata polio free - sono stati casi di polio-vaccino associati, e non da poliomielite causata da virus selvaggio (dati ISS, Istituto Superiore della Sanità): si tratta, cioè, di bambini che hanno contratto una sorta di paralisi flaccida a causa del vaccino stesso che avrebbe dovuto proteggerli dall'agente patogeno per cui si vaccinavano. Tanto è vero che, da alcuni anni, il virus vivo ma attenuato della poliomielite (nel vaccino orale di tipo Sabin, OPV), non si somministra più nella prima infanzia in Italia, proprio per ridurre il rischio di contrarre la stessa malattia, e si opta per l'inoculazione del virus ucciso (vaccino inattivato, di tipo Salk, IPV).
Inoltre, cosa ancora più importante, i bambini che vengono vaccinati contro il morbillo e la varicella con virus vivo ma attenuato, per alcune settimane dovrebbero poi astenersi dal frequentare luoghi e comunità in cui sono presenti bambini non coperti da immunità naturale od indotta, oppure soggetti immunodepressi / immuno-compromessi, perché proprio l'immunizzazione artificiale (vaccinazione), può essere causa di contagio in una determinata finestra temporale. 
Le risulta che questa misura di sicurezza e prevenzione venga sempre rispettata nelle scuole, nelle case e nei centri di aggregazione giovanile e sportiva?
Inoltre, negli anni passati, vi sono stati casi in Canada, Stati Uniti d'America e Cina, in cui comunità scolastiche, con alta copertura vaccinale (almeno 1 o più dosi ricevute), anche vicine al 99% della comunità, registrassero focolai epidemici di morbillo.
Per esempio in Canada, nel Quebec, nel 1989 in una popolazione dove la copertura vaccinale totale contro il morbillo era del 99%, si verificò un focolaio epidemico con 563 casi, ed il parere degli esperti fu che la incompleta copertura vaccinale non poteva essere una valida spiegazione del focolaio epidemico di Quebec City ("Major measles epidemic in the region of Quebec despite a 99% vaccine coverage", Autori: Boulianne N1, De Serres G, Duval B, Joly JR, Meyer F, Déry P, Alary M, Le Hénaff D, Thériault N.).
Per non parlare del focolaio epidemico di morbillo verificatosi nella città di Corpus Christi, nel Texas (USA), ove, nella primavera del 1985 più del 95% della popolazione scolastica in esame era immune contro il morbillo, ed il 99% di essa era stata vaccinata (solo il 4,1 per cento di questi studenti, 74 su 1806, non mostrava titoli anticorpali, dopo essere stati sottoposti a saggi immunologici, e 14 fra i 74 studenti con assenza di anticorpi, contrassero il morbillo nonostante fossero stati tutti vaccinati (si legga "Measles outbreak in a fully immunized secondary-school population", N Eng J Med, 1987, Mar 26;316(13):771-4, Autori: Gustafson TL, Lievens AW, Brunell PA, Moellenberg RG, Buttery CM, Sehulster LM.).
Significativo è stato poi il recente focolaio registrato in Cina a Beijing, in cui la trasmissione del morbillo è avvenuta fra individui di una popolazione scolastica già immunizzati con la vaccinazione ("A measles outbreak in a middle school with high vaccination coverage and evidence of prior immunity among cases, Beijing, P.R. China.", Autori: Ma R1, Lu L2, Zhangzhu J1, Chen M1, Yu X1, Wang F3, Peng X3, Wu J1., 2016. Published by Elsevier Ltd.).

Lei era al corrente di questi dati ufficiali?

Se a questo aggiungiamo che:

1) il virus del morbillo è a RNA, non a DNA. Esso, pertanto, per struttura genetica tende a mutare più velocemente di altri virus a DNA ed è più instabile rispetto a quest'ultimi; tende a mutare a seconda dell'ambiente in cui vive e degli ostacoli che incontra; dunque, potrebbe elaborare efficaci strategie di fuga dall'estinzione per non soccombere;

2) da diversi decenni si tenta in tutto il mondo la sua eradicazione, su indicazione della OMS: anche nei Paesi avanzati;

3) in passato ci si ammalava facilmente di morbillo da bambini; il morbillo era considerato una malattia esantematica a decorso benigno nella grande maggioranza dei casi e quando i bambini che ne erano affetti si trovavano in buone condizioni di salute, la vincevano senza complicanze e dunque si otteneva una immunità naturale sempre attiva (a vita), senza essere necessario ricorrere a vaccini ed ai relativi richiami (immunizzazione a scadenza); oggi si rischia di trasformare una malattia esantematica con rare complicanze, in un qualcosa di diverso, di più aggressivo ed insidioso proprio per le strategie di coperture vaccinali a tappeto intraprese anche nei Paesi avanzati del mondo, e non solo in taluni Paesi africani ed asiatici, dove i determinanti sociali non sono soddisfacenti in termini di igiene, alimentazione ed assistenza sanitaria.

Inoltre, supponiamo anche che la Sua richiesta al Governatore del Veneto Luca Zaia di rinunciare ad impugnare il Decreto Legge nr. 73/2017 sui vaccini, davanti alla Consulta, venga accolta e che, nel frattempo, il Decreto venga convertito in Legge dal Parlamento senza sostanziali modifiche che lo snaturino, e che, per molti anni a venire, resti Legge dello Stato, recepita da tutte le Regioni e Province Autonome d'Italia. Ebbene, Lei, ha mai pensato che l'incremento di copertura vaccinale, in termini percentuali che Lei si auspica, comporterà nei prossimi anni anche un aumento delle sospette reazioni avverse ai vaccini?
Lo dice la statistica, che è una scienza basata su regole quantitative atte a classificare anche situazioni analiticamente incerte: considerando la mole di dati raccolti dalla farmacovigilanza nel corso degli ultimi anni, aumentando proporzionalmente il numero dei soggetti da immunizzare ed anche il numero delle diverse vaccinazioni previste per ogni individuo dalla nuova normativa varata d'urgenza, potrebbe aumentare sempre proporzionalmente, la frequenza di sospette reazioni avverse registrate. Dunque, ci faccia capire, per mettere al riparo sua figlia e quelli immunodepressi come Lei, dal rischio di contrarre una malattia infettiva da virus o batterio selvaggio, dovremmo pagare il prezzo di avere alcune decine, centinaia, o, addirittura migliaia di possibili reazioni avverse alla vaccinoprofilassi in più, nei prossimi anni: da quelle lievi e passeggere, a quelle più o meno gravi non invalidanti a vita, a quelle gravi che richiedono ospedalizzazione e che rischiano di lasciare danni irreversibili all'integrità psicofisica di chi riceve i vaccini, fino ad arrivare alla morte in casi estremi, come nel sopracitato caso del sig. Tremante.
Mi sembra che la vita di Sua figlia e quella di altri bambini immunodepressi - che non è detto possano dirsi al riparo dal contagio con malattie infettive, per i motivi sopra esposti - verrebbero pesate su un piatto di una bilancia, e sull'altro piatto vi sarebbero le vite di altri bambini e delle relative famiglie, che pagherebbero un prezzo sconosciuto, obbligati alla vaccinazione per non perdere il diritto alla socialità, alla scolarizzazione nelle materne, ed al ruolo di genitori.
Che ne dice? E’ veramente convinto che la Sua soluzione sia davvero esente da rischi per Lei ed anche per tutti i bambini che verrebbero vaccinati in più rispetto ad oggi, in maniera coercitiva, e con un numero di vaccinazioni obbligatorie triplicato in una sola volta (da 4 a 12)?
Noi non saremmo così categorici e sicuri come Lei e come lo sono i medici che potrebbero averLa consigliata al riguardo, e con cui, probabilmente, interagisce.
Nel caso si senta appagato del sacrificio da parte di altri bambini e delle rispettive famiglie, per trarre un indubbio beneficio di sicurezza personale aggiuntivo, anche psicologico, o nel caso tutto ciò costituisca un dolore ed un peso sulla Sua coscienza tranquillamente sopportabile, pur di dare a Sua figlia una certezza di protezione in più (oppure, più probabilmente, l'illusione di essa), ciò è umano e comprensibile. Altresì, Lei non può dire che ciò sia accettabile senza battere ciglio da parte di chi dovrebbe subire passivamente questa sua decisione, senza nessuna possibilità di scelta, addirittura sottostando alla minaccia di perdita o affievolimento della responsabilità genitoriale, e della propria tranquillità/sicurezza economica.
Come vede, ingegnere, la questione non si può liquidare in una soluzione a senso unico.

Ecco perché una adesione consapevole alla prassi vaccinale - all'interno di una cornice autenticamente corrispondente ad un consenso libero ed informato da parte dei genitori, con accertamenti preventivi da effettuare prima delle vaccinazioni scelte - è da preferirsi ad una imposizione vessatoria e ricattatrice da parte delle Autorità.
La profilassi vaccinale - che presenta indubbi vantaggi se praticata con cautela e prudenza, soprattutto in caso di reale necessità ed in determinati momenti storici, epidemiologici e di criticità igienico-sanitaria - non è fatta solo di luci ma anche di ombre, perché sempre di trattamento farmacologico si tratta, e gli effetti collaterali e gli eventi avversi sono contemplati come possibilità dalle stesse case farmaceutiche, non solo dagli organi di vigilanza come l'AIFA.

La Germania - Paese europeo dove l'obbligatorietà della vaccinoprofilassi è assente (nonostante riceva da anni migliaia e migliaia di migranti ogni anno, da Paesi africani, asiatici e mediorientali), essendo le vaccinazioni solo raccomandate e non obbligatorie in territorio teutonico, così come nella vicina Austria - possiede una normativa di legge di indennizzo per danni da vaccino sin dagli anni'60 del secolo scorso, ed è stata fra i primi Paesi ad introdurla nel Vecchio Continente.
Noi abbiamo dovuto attendere il 1992 con la Legge nr. 210 e s.m.i (Legge nr. 229/2005), per dare dignità e riconoscimento alle tante vittime di danni da vaccino precedenti alla sua introduzione. Non crediamo che una persona onesta intellettualmente e rispettosa dello Stato di diritto, potrebbe candidamente negare l'esistenza delle reazioni avverse, dei danneggiati da vaccino e della relativa normativa vigente a tutela di essi.
Grazie per la Sua attenzione.

Luca Scantamburlo, Gianluca Musumeci, Mauro Ottogalli
30 giugno 2017, genitori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto

Lettera aperta in riferimento all'articolo:
Caro Zaia, ci ripensi: i vaccini obbligatori salveranno mia figlia”,
La lettera di un papà al governatore del Veneto: "La sua vita è legata al fatto che gli altri siano immunizzati", di ENRICO FERRO, la Repubblica, 28 giugno 2017